Maxentius. Postremus Romulus. Il fumetto storico della Nubes Edizioni
Basato sugli studi di Marco Cecini e di Diego Serra, un’opera che va oltre la storia raccontata dai vincitori per riscoprire l’epopea di un grande imperatore romano…
Articolo a cura di Andrea Contorni
Amo leggere e ho letto di tutto. Posso definirmi un amante del romanzo storico quando lo stesso è costruito con un’attenzione maniacale alle fonti storiografiche. Adoro il fumetto d’autore perché sono cresciuto con gli albi della Bonelli Editore. Per quanto io ritenga sempre valido ciò con cui mi confronto, poche volte nella vita mi sono commosso nel mentre arrivavo alla fine di una lettura o nel momento stesso in cui la terminavo. È logico che ci siano in giro argomenti che vanno a toccare le nostre corde più profonde, quelle che neppure pensavamo di avere. Ma credo sia doveroso ammettere che esistono delle opere che posseggono un’intensità emotiva, sempre mediata dalla nostra sensibilità, tale da suscitare sensazioni contrastanti, positive o meno positive, dalla gioia al dispiacere fino appunto alla commozione dovuta a un sentimento di immedesimazione nei fatti e nei personaggi narrati. “Maxentius. Postremus Romulus” (Massenzio. L’Ultimo Romolo), raffinato fumetto storico delle Edizioni Nubes, è una di queste opere. È la storia di un personaggio quasi dimenticato della Storia Romana, quel Marco Aurelio Valerio Massenzio che fu imperatore dal 306 al 312. Un racconto a tratti delicato, intimo e riflessivo che si avvale dei meravigliosi disegni di Lorenzo Gubinelli e dei colori di Niccolò Ielapi, per il soggetto e la sceneggiatura di Sonia Morganti e Francesco Vacca. L’idea, lo studio e la supervisione sono di Marco Cecini, ricercatore, divulgatore, Presidente dell’Associazione “Protectores Domini Nostri”, rievocatore storico di fama internazionale della figura appunto di Massenzio e non solo. Prima di ogni cosa, amico fraterno ormai di lunga data!
“Maxentius. Postremus Romulus” (“Massenzio. L’Ultimo Romolo”), il fumetto pubblicato dalla Nubes Edizioni dall’idea e dagli studi di Marco Cecini.
Di “Massenzio. L’Ultimo Romolo” ho la mia copia con dedica firmata da Marco Cecini. Ci tengo tantissimo. È in lingua italiana e lo specifico perché di questo fumetto esiste una versione in inglese e soprattutto la versione originale in latino. La Nubes è l’unica casa editrice al mondo che pubblica le proprie opere nel verbo dei nostri avi a testimonianza di quanto sia profondo l’amore per la classicità di chi ha intrapreso questo progetto editoriale. Nubes racconta storie di Storia, mito e pensiero avvalendosi delle tecnologie contemporanee ma nel rispetto del passato e delle energie degli antichi. Da questa visione scaturiscono prodotti importanti, di qualità, rigorosi rispetto alle fonti e in grado di promuovere un viaggio nel tempo tra culture, archetipi e avventure. Ricordo tra le opere anche “Ammianus, vesper mundi”, narrazione ambientata nel VI secolo, un periodo di profondi e drammatici cambiamenti e “Medeae Daemones”, fumetto tratto dalla tragedia euripidea “Medea”. Ma adesso ritorno a parlare di “Massenzio. L’Ultimo Romolo”, anzi riprendendo il titolo in latino “Maxentius, Postremus Romulus”.
Intanto tengo a evidenziare che il fumetto “Massenzio. L’Ultimo Romolo” nasce dagli studi di Marco Cecini e Diego Serra riguardo la figura di Massenzio. Un impegno decennale che ha portato a risultati straordinari come la scoperta di due epistole a firma di questo imperatore che ribaltano il quadro dei rapporti tra Cristianesimo e Impero. L’opera di ricerca che ne è conseguita, intrapresa da Diego Serra, Marco Cecini, Alessandro Podda e Fabio Manuel Serra è confluita in due pubblicazioni in costante aggiornamento. Ho trattato in passato l’argomento e vi allego l’articolo che scrissi nel febbraio 2022 per darvi un’idea della complessità e dell’importanza dello studio suddetto.
Il fumetto storico in latino. Incontro con la Casa Editrice Nubes. Servizio di Andrea Contorni per Canale 10 News.
Massenzio non è solo colui che è stato sconfitto a Ponte Milvio da Costantino. Parliamo di una figura complessa, affascinante e tragica della storia romana. Seppur oscurato dalla narrazione propagandistica dei vincitori e dei suoi oppositori, Massenzio può essere considerato l’ultimo vero imperatore di Roma nel senso più antico, nobile e simbolico del termine. Tentò di restaurare il mos maiorum, il codice morale, etico e civile che aveva forgiato la grandezza dell’Urbe nei secoli passati, ritornò a considerare Roma come il cuore pulsante dell’Impero, restituendole dignità attraverso un ambizioso programma edilizio che comprendeva tra le altre cose la sontuosa Basilica Nova e il celebre Circo di Massenzio sull’Appia. Ma nel IV secolo il mondo era mutato e il sogno di Massenzio si scontrò con la realtà di un’epoca dominata dalla guerra, dal pragmatismo e dagli interessi individuali.
La versione in latino di “Maxentius. Postremus Romulus”, la copertina e una delle splendide tavole interne.
“Maxentius, Postremus Romulus” ricostruisce con rigore storico e potenza narrativa la vicende dell’imperatore dimenticato. Dipinge un Massenzio complesso e profondamente umano, guidato da un’idea precisa di Impero e di società civile. Un uomo saldo, accogliente, riflessivo e dalla profonda morale, guidato dall’esempio di tutte quelle figure del mito che lottarono per superare i propri limiti, ergendosi oltre se stessi. Una filosofia esistenziale che lo portò anche ad accettare il Cristo venerato dalla propria madre con l’intento di inserirlo nella Pax Romana. Tutto ciò stride con l’autoritarismo di Costantino che forgia il suo dominio basandolo sulla forza della spada e la dottrina del potere assoluto. La vittoria di Ponte Milvio nel 312, narrata da secoli come una sorta di trionfo divino del futuro imperatore cristiano, assume in “Massenzio. L’Ultimo Romolo” un nuova prospettiva: quella di un uomo, Massenzio, ultimo baluardo dei valori tradizionali della romanità, che ha lottato fino alla morte per preservare un’idea di Roma ormai condannata dall’impietoso incedere dei tempi. La narrazione pertanto va oltre la semplice dicotomia tra vincitore e vinto, offrendo un affresco vivido e potente di un’epoca di profonda transizione.
“Maxentius. Postremus Romulus” non è solo un fumetto storico ben disegnato e confezionato, ma un'opera che invita a riflettere su come la storia sia spesso scritta dai vincitori, lasciando nell’ombra figure il cui pensiero e la cui eredità meritano di essere riconsiderati. Massenzio, il principe dimenticato, rivive tra le pagine, restituendo a Roma l’ultimo sogno di grandezza prima della sua trasformazione definitiva.
“E il Tevere, trascinando verso la foce i cadaveri di Massenzio e dei suoi soldati, sembrò che spazzasse via i residui del mondo antico...”