Maschere Apotropaiche ad Acta Diurna, il format di Massimiliano Imbrogno

Puntata speciale di “Acta Diurna”, il programma culturale in onda su “Live is Life Network”. Si parla delle Maschere Apotropaiche.

Articolo a cura di Andrea Contorni

Per la serie “me la canto e me la suono” mi dedico un articolo perché la partecipazione come ospite al format “Acta Diurna” di Massimiliano Imbrogno merita di essere inserita da subito nel novero dei miei ricordi più cari. Prima di tutto questa esperienza curiosa e inaspettata rappresenta la mia prima volta in diretta. Niente anticipazioni, nulla di preparato e di impostato, la trasmissione si propone come un incontro di alto livello culturale ma nel segno della spontaneità, del dialogo schietto e della divulgazione pura e semplice per arrivare a quanto più pubblico possibile instillando il seme della curiosità. È la filosofia che è alla base del mio modus operandi perché da sempre ho cercato, nel mio piccolo, di rendere ciò che ho studiato e conosco in materia storico-archeologica, accessibile e fruibile a tutti, esperti e meno esperti. Nella puntata in questione di “Acta Diurna”, in compagnia di Massimiliano alla conduzione e di Daniele Rontani “Ronta” alla regia, ho parlato delle Maschere Apotropaiche di cui sono collezionista da tanto tempo. Questi suggestivi manufatti dal fascino ancestrale rappresentano una delle mie tante passioni, probabilmente la principale.

Ad “Acta Diurna”, format culturale di Massimiliano Imbrogno e Daniele Rontani, Andrea Contorni parla delle Maschere Apotropaiche.

Massimiliano Imbrogno è un rievocatore storico di lungo corso, appartenente alla celebre Legio I Italica del Presidente Corrado Perelli. Negli anni ha partecipato ai più grandi eventi di rievocazione europei, dai Natali di Roma a Mutina Boica, passando per il Bundan Celtic Festival, Druidia e tanto altro ancora in Austria, Slovenia, Ungheria, Germania e Regno Unito. Appassionato e studioso di scherma antica, sperimenta sul campo le tecniche di combattimento inerenti il mondo greco-romano. Massimiliano ha dato vita quasi un anno fa al format culturale “Acta Diurna” realizzato per “Live is Life Network” per parlare di rievocazione storica e non solo. Guidato dalla sapiente e partecipativa regia di Daniele Rontani, Imbrogno ha condotto finora ben 27 puntate di “Acta Diurna” ospitando decine e decine di ospiti illustri. Ricordo per esempio tra le associazioni culturali, “Popolo di Brig”, “Nordiske Helte”, “Sippe Ulfson” e “Terra Taurina”, tra gli studiosi, il titolare di “Res Bellica” Corrado Re, l’archeologo Mauro Cesaretto, il saggista Mattia Caprioli e tanti altri ancora. Ritengo questo programma, in onda ogni lunedì sera in diretta streaming per oltre un’ora su Youtube, Facebook e Instagram, uno dei progetti di divulgazione culturale in rete più interessanti degli ultimi anni, portato avanti inoltre con grande passione, estrema competenza e un pizzico di follia che lo rende unico. È stato per me un onore farne parte.

Maschere Apotropaiche dalla collezione privata di Andrea Contorni

Maschere Apotropaiche dalla collezione privata di Andrea Contorni.

Tornando alle Maschere Apotropaiche, ricordo in breve che si tratta di manufatti di origine antichissima in uso presso i Greci, gli Etruschi e i Romani. La loro funzione era protettiva contro energie e influssi maligni; portavano fortuna e allontanavano gli spiriti inquieti dai luoghi che erano chiamate a difendere. Templi, tombe nelle necropoli, luoghi pubblici e abitazioni private potevano presentare questi caratteristici mascheroni in terracotta ad adornare antefisse, architravi di porte e finestre e le chiavi di volta degli archi. La tradizione delle maschere apotropaiche si diffuse soprattutto nel contesto magnogreco, giungendo poi nella vicina Etruria e di seguito a Roma. Il soggetto maggiormente rappresentato nelle antiche maschere apotropaiche era la gorgone. Ritroviamo i gorgoneia nell’arte greca a partire dall’VIII secolo a.C.; enormi teste di gorgone caratterizzavano i frontoni dei grandi templi soprattutto nelle città della Magna Grecia nel sud della penisola italica. Ne abbiamo esempi nel Tempio di Apollo a Siracusa, nell’antica Hipponion (attuale Vibo Valentia) al centro del timpano del tempio dorico, a Selinunte nel Tempio C dell’acropoli. Immagini di gorgone decoravano anche gli scudi degli opliti chiamati a combattere per la loro polis di appartenenza, caratterizzavano le pavimentazioni a mosaico e gli oggetti della quotidianità come vestiti, piatti e monete in tutta l’area del Mediterraneo, dall’Etruria alle coste del Mar Nero. Tra gli altri soggetti che furono tipici delle maschere apotropaiche ritroviamo fauni, sileni, satiri, divinità particolari come Eolo, Dioniso/Bacco e Poseidone/Nettuno, fiere e mostri vari con fattezze grottesche (sguardo sfidante, lingua di fuori, corna ricurve e denti aguzzi). Ciò che è straordinario è che la tradizione delle maschere apotropaiche è giunta fino ai giorni nostri, retaggio di un patrimonio spirituale ed esoterico che è parte dell’eredità degli antichi popoli che si pongono alle nostre origini. 

Battenti di portoni con maschere apotropaiche

Battenti di portoni in bronzo con maschere apotropaiche. (Immagini con Licenza di utilizzo Canva regolarmente acquistata).

Le maschere apotropaiche sono presenti in Italia da sud a nord raffigurate anche nei battenti in bronzo di porte e portoni, espressioni artistiche di pregiate maestranze artigiane. Un’usanza che si diffuse nel Medioevo con scopi scaramantici ma che permane anche oggi per fini più semplicemente decorativi. Delle maschere apotropaiche ho scritto e parlato tanto. Oltre alla trasmissione “Actua Diurna” che vi invito a guardare, ho redatto diversi articoli dedicati:


Volgiti indietro, e tien lo viso chiuso:
che se il Gorgon si mostra, e tu il vedessi,
nulla sarebbe del tornar mai suso.
— Dante Alighieri, canto IX, Inferno
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